“Il pane sotto la neve” di Vanessa Navicelli

Titolo: Il pane sotto la neve

Autore: Vanessa Navicelli

Editore: Romanzo autopubblicato

Pagine: 215

Il romanzo è acquistabile su Amazon in formato cartaceo o e-book.

Il libro mi è stato gentilmente inviato dall’autrice in formato e-book per una segnalazione/recensione, ma questo non ha influenzato in alcun modo la mia valutazione oggettiva.

 

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“Il pane sotto la neve” è il primo volume di una saga familiare ambientata nella prima metà del ‘900. La Saga della Serenella è incentrata principalmente nel periodo della seconda guerra mondiale e i protagonisti sono i componenti di una famiglia (ed altre persone ad essa legate) che vivono gli anni di lotta per la liberazione dal nazifascismo. Tutti i libri, ad eccezione dell’ultimo sono ambientati nel nord Italia, in mezzo alle colline tra Emilia e Lombardia “dove la provincia di Piacenza abbraccia la provincia di Pavia”.

La saga ha come protagonisti i membri di una famiglia, dunque la storia è raccontata da punti di vista differenti. Ciascun romanzo è pensato per poter essere letto indipendentemente dagli altri (si tratta di libri autoconclusivi).

Il titolo del romanzo deriva da un detto contadino: “Sotto la neve il pane, sotto il gelo la fame”. D’inverno, infatti, il grano riposa nei campi sotto la neve fino al momento della primavera, quando germoglierà per diventare pane.

“Il pane sotto la neve” è un libro indimenticabile.

 Un ragazzo di diciassette anni cammina per una stradina sterrata di collina. In mano ha dei rametti di serenella. Ogni tanto prende dalla tasca dei pantaloni un fazzoletto, se lo passa sulla fronte; poi lo gira sull’altro lato, si china a terra e lo passa sulle scarpe (…). Un ragazza di quindici anni aspetta davanti alla chiesa del suo paese. Stringe un santino della Madonna tra le mani. Di fianco a lei c’è il parroco che la osserva mentre, nervosa, zoppicando un poco, va avanti e indietro da una fontanella a rinfrescarsi il viso.

Questo è l’inizio del matrimonio di Tino e Cesira. Un’ unione fatta di fatica, lavoro nei campi e sacrifici per crescere le figlie al meglio. Il linguaggio è colloquiale. La prima parte del libro racconta la vita quotidiana di questa umile famiglia a cui è impossibile non affezionarsi. Tino, Cesira,  le due figlie Emma e Rosa, Don Franco. Tutti personaggi che in un modo o nell’altro lasciano qualcosa al lettore. Tino e Cesira dovranno affrontare la Prima Guerra e poi la Seconda, sempre più grandi le rinunce e i sacrifici. Sempre più dolore e sofferenza. I momenti di gioia, di serenità e umorismo si alternano a episodi difficili e drammatici dove tutto sembra crollare. Nonostante questo “Il pane sotto la neve” è un libro di vera speranza, un libro dove l’amore e l’autenticità dei sentimenti prevalgono su tutto. La serenella (nome colloquiale del lillà) sembra una pianta delicata, scrive Vanessa Navicelli nella parte introduttiva al suo libro, invece sa resistere alle difficoltà, anche da sola e senza cure.

“Il pane sotto la neve” è un libro che tutti dovrebbero leggere. Leggete questo libro se amate le saghe familiari, ma anche se non le amate, perché questo romanzo è molto di più. Perché racconta una storia semplice, dolce, commovente e unica. Una storia reale, sullo sfondo delle colline emiliane e lombarde dove ci si perde tra le canzoni di Giuseppe Verdi e quelle degli alpini, l’orgoglio partigiano, un bicchiere di vino all’osteria, le partite a carte e il buon cibo fatto in casa, il pane con la marmellata di uva e mele, le recite della parrocchia e tutta la famiglia riunita in casa dopo una lunga giornata di lavoro.

“La libertà, per ora, riposa sotto la neve. Ma arriverà la primavera… e non sarà solo il grano a germogliare”

La mia valutazione per questo romanzo è 5/5.

Breve nota sull’autrice

 

1 finalista Giara Uno Mattina

 

Vanessa Navicelli nasce a Vicobarone, un piccolo paese sulle colline piacentine. Scrive romanzi per adulti e ragazzi, oltre a libri per bambini. Nel 2012 si è presentata con il suo romanzo “Il pane sotto la neve” come finalista della prima edizione del Premio Letterario “La Giara” indetto dalla RAI ed è stata scelta tra i finalisti e come vincitrice per l’Emilia Romagna.

2 pensieri riguardo ““Il pane sotto la neve” di Vanessa Navicelli

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